VR Cinema – photo courtesy Museo Scienza ©Isacco Canziani
La buona notizia è doppia: il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano torna ad avere una sala cinematografica dopo quarant’anni dalla chiusura del cinema (che era ospitato in quello che è oggi l’Auditorium) e, grazie alla partnership con Rai Cinema, si tratta di una sala in realtà virtuale (VR).
All’interno di VR Cinema, questa nuova sala che diventa permanente e che si basa sull’utilizzo di visori picoG2 di Pico Interactive, è possibile immergersi all’interno delle più innovative frontiere della filmografia, tra sperimentazione e interattività.
Cortometraggi su temi di attualità, docufilm inediti, interviste esclusive a grandi protagonisti del cinema italiano e internazionale: sono i contenuti selezionati da Rai Cinema Channel VR – la piattaforma di Rai Cinema dedicata alla creazione di produzioni originali in realtà virtuale – che nel corso dell’anno si succederanno nel palinsesto VR Cinema del Museo.
Il mese di febbraio vede come protagoniste tre pellicole: Vulcano (diretto dal regista Omar Rashid e proiettato in anteprima proprio al Museo) ovvero un documentario sull’eruzione del vulcano islandese Fagradalsfjall con voce narrante di Valentina Lodovini; Happy Birthday, il cortometraggio sul fenomeno degli hikikomori (*) con le musiche di Achille Lauro; Being an astronaut, il primo film in VR mai girato nello spazio che racconta la preparazione degli astronauti.
«È un piacere iniziare con Rai Cinema una collaborazione che si inserisce in modo naturale nell’offerta culturale di attività digitali proposte dal Museo al suo pubblico – racconta Luca Roncella, Responsabile Gaming & Digital Interactivity Museo Nazionale Scienza e Tecnologia – e anche che allo stesso tempo allarga lo sguardo verso il mondo del cinema. Con questo nuovo programma daremo spazio e voce alle migliori produzioni nazionali e internazionali e ai più innovativi autori e creator che stanno sperimentando linguaggi innovativi per raccontare la scienza, la tecnologia e la società in un modo totalmente inaspettato.»
«Con i primi 3 titoli in programmazione – spiega ancora Luca Roncella – porteremo i nostri visitatori a poche centinaia di metri da un vulcano in eruzione, proveremo l’emozione di una space walk all’esterno della stazione spaziale internazionale e racconteremo una storia intima all’interno di una famiglia italiana che sta festeggiando un compleanno molto particolare. In occasioni speciali, accompagneremo inoltre la visione dei film con visite guidate nelle sezioni espositive per un’esperienza ancora più immersiva e coinvolgente.»
Il Museo si avvale della partnership con Rai Cinema per variare e implementare la sua tipologia di offerta di contenuti in VR, contenuti cui si aggiungono prodotti autoriali dal taglio cinematografico di genere fiction e documentario sui temi di scienza, società e attualità per un’esperienza visiva unica in uno spazio permanente e suggestivo; in occasione di weekend speciali, come racconta Luca Roncella, sarà inoltre possibile abbinare alle attività virtuali anche visite guidate nelle sezioni espositive legate ai temi dei film e partecipare a incontri dedicati con esperti, curatori del Museo e autori dei contenuti cinematografici.
Il progetto VR Cinema si inserisce perfettamente all’interno di una più ampia missione del Museo volta all’utilizzo dei linguaggi e delle tecnologie digitali per la valorizzazione del proprio patrimonio con una duplice modalità, ovvero come parte dell’esperienza della visita ma anche fuori, sfruttando la rete e le tecnologie mobili.
Il Museo rappresenta un’eccellenza tecnologica e ne è una voce autorevole: ricordiamo che è stato il primo museo in Italia a creare, nel 1997, un proprio sito web e un ufficio dedicato allo sviluppo delle strategie e dei linguaggi digitali, oltre al fatto di essere oggi l’unico in Italia ad avere nel proprio organico un game specialist esperto di game design.
Il settore gaming e interattività è dunque da anni parte integrante della strategia digitale del Museo che, nello specifico, si impegna nella ricerca, progettazione e realizzazione di applied games per le proprie aree espositive, mostre temporanee e piattaforme mobile come strumento per favorire la conoscenza, l’interpretazione e l’inclusione.
La direzione intrapresa dal Museo è evidente: gli strumenti e i linguaggi del digitale nonché la loro integrazione sono componenti fondamentali per valorizzare il patrimonio museale e l’offerta culturale, ampliare il dialogo con il pubblico e contribuire alla diffusione di una cultura scientifica autorevole.
Un luogo come il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia è perfetto per l’uso del digitale ma anche per il racconto e l’interpretazione di questa rivoluzione tecnologica che ha trasformato il mondo in così pochi anni.
Il primo weekend di apertura al pubblico di VR Cinema (ospitata all’interno della Sala Bifora) è stato quello del 12-13 febbraio: si prosegue con sabato 19 e domenica 20 febbraio.
Emanuela Pirré
(*) hikikomori, persone che scelgono di scappare dalla vita sociale isolandosi e confinandosi
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La durata delle pellicole è di 45 minuti e l’accesso è su prenotazione con costo incluso nel prezzo del biglietto del museo; le postazioni disponibili sono 8.
Informazioni e prenotazioni attraverso il sito del Museo.
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C’ERA UNA VOLTA LA SALA CINEMATOGRAFICA DEL MUSEO…
L’attuale Auditorium del Museo (teatro abituale di conferenze ed eventi) era un tempo era una sala cinematografica in piena regola, voluta da Guido Ucelli, fondatore del Museo.
La sala viene inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi il 13 aprile 1954, a circa un anno dall’apertura del Museo (15 febbraio 1953). È arredata con cura, ha 461 posti in platea e 182 in galleria. Il progetto è dell’architetto Piero Portaluppi mentre l’apparato di proiezione e l’acustica sono realizzati da Cinemeccanica, azienda milanese leader del mercato nazionale. C’è anche un proiettore a 16 mm, formato tipico del cinema scientifico e didattico.
Il primo film, proiettato il 3 ottobre, è il documentario scientifico Sesto Continente, opera prima di un giovane regista esordiente: Folco Quilici.
Al Museo si proiettano esclusivamente documentari di provata qualità: è «un cinema per la gente che pensa», scrive il Corriere della Sera il 1° gennaio 1955, che istruisce ed è piacevole.
Dopo qualche anno, si decide di proporre anche film a soggetto, riservando al documentario una giornata fissa ed eventi particolari, come la Mostra Internazionale del film scientifico. Anche nella scelta dei film di finzione, rimane valido il principio dell’educare con diletto: i film vengono scelti secondo i criteri, ancora nuovi in Italia, del “cinema di assaggio”. Le retrospettive sono dedicate alla cinematografia di un paese estero oppure a un argomento popolare: i giovani, le donne, la fantascienza e così via. Con grande equilibrio, si cerca di evitare sia la cinefilia eccessiva che la deriva commerciale.
Sin dagli inizi, il cinema del Museo propone anche una programmazione specifica per i ragazzi: Ucelli accoglie le richieste dei pedagogisti che cominciano a chiedere spazi dedicati ai piccoli.
Nel 1980 la sala deve chiudere per via delle nuove normative in termini di sicurezza. Nel 2003 si è dato il via a una operazione di recupero dello spazio, trasformato in un Auditorium da 234 posti e inaugurato nel marzo del 2007; ora è il momento di VR Cinema e di un nuovo capitolo. La storia continua…










