Il progetto innovativo di Technow basato sul grafene
Grazie alla collaborazione tra moda e tecnologia, arriva una buona notizia per la nostra salute: con il grafene i tessuti possono diventare anti Covid.
A ottenere questo brillante risultato è stata Technow, azienda svizzera con cuore italiano, che ha ottenuto la certificazione antivirale con particolare focus sul Covid-19 (SARS – CoV2).
Il tessuto – che è stato sviluppato grazie all’estrusione del grafene applicato direttamente nella fase di produzione del filo – dimostra l’azione antivirale di questo materiale: elimina il virus depositato sul tessuto e garantisce protezione, riducendone fortemente le possibilità di trasmissione.
Technow è una società specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di soluzioni innovative nel settore tessile con particolare attenzione ad abbigliamento e sportswear ad alto contenuto tecnologico.
Opera prevalentemente in Europa e in Asia grazie a un know how costruito in oltre sessant’anni di attività: l’approccio internazionale e la grande competenza tecnica hanno permesso al gruppo di selezionare i migliori materiali per produrre una gamma di prodotti tessili sempre all’avanguardia sul fronte dell’innovazione e anche della sostenibilità.
«Il grafene è un materiale di recente scoperta costituito da un singolo strato di atomi di carbonio che ha caratteristiche fisiche incredibili.»
Ad affermarlo con entusiasmo è Francesco Lazzati, tra i fondatori di Technow e terza generazione di una famiglia di imprenditori italiani: tra le caratteristiche fisiche del grafene ci sono, per esempio, la capacità di garantire la termoregolazione e la capacità di impedire l’accumulo di cariche elettriche.
«Dopo numerose sperimentazioni – prosegue Lazzati – siamo riusciti a inserire una percentuale di grafene direttamente nel filato, combinando le comprovate caratteristiche termiche con quelle antivirali e cercando di soddisfare le nuove esigenze tessili che sono insorte a seguito della pandemia. Questo risultato è stato ottenuto mediante la sola aggiunta del grafene al filato evitando l’utilizzo dei tradizionali trattamenti chimici per conferire proprietà antibatteriche ai tessuti.»
Dopo la fase di sviluppo, Tecnohow è passata al test: la scelta è ricaduta su uno dei pochi laboratori in Europa che eseguono questo tipo di prove.
E per condurre il test antivirale, l’azienda ha presentato un tessuto a maglia: Lazzati spiega iter e dettagli.
«Il tessuto oggetto del test era composto per il 90% di rayon a base di grafene al 2,5%, con l’aggiunta di un 10% di elastomero per conferire elasticità. L’elastomero non ha proprietà antibatteriche e possiamo dire che il tessuto testato presentava nel complesso una concentrazione di grafene di circa il 2%. Parliamo di un tessuto di maglieria, facilmente utilizzabile nell’abbigliamento.»
Il test, attuato nel rispetto della normativa di certificazione ISO 18184:2019, ha previsto l’inoculazione del virus, in questo caso il Covid-19, e il controllo della sua sopravvivenza a due ore di distanza.
«Il risultato è stato sorprendente – sottolinea il fondatore di Technow – in quanto il tessuto ha superato il test registrando una riduzione della carica virale del 98,83%. È pertanto possibile affermare che il grafene applicato nella percentuale minima del 2% conferisce al tessuto proprietà antivirali intrinseche.»
Quali possono essere gli utilizzi?
«L’aspetto fondamentale di questa applicazione è nell’essere partiti all’origine del processo produttivo, ovvero, nell’aver creato un filato che solo con l’aggiunta del grafene, senza quindi alcun tipo di trattamento chimico (antibatterico o antivirale), ha consentito di ottenere tessuti perfettamente lavabili che conservano integralmente nel tempo le loro proprietà termiche e antivirali.»
Questo risultato apre di fatto una nuova frontiera nell’utilizzo dei tessuti per il contenimento dei contagi.
«Una prima ipotesi di utilizzo è quella delle mascherine e il tessuto potrebbe essere il “guscio” all’interno del quale inserire dei filtri; sarebbe poi sufficiente sostituire questi ultimi per avere un dispositivo di protezione sempre di elevata efficacia. Ma è ipotizzabile anche utilizzarlo per farne delle sciarpe o i baveri delle giacche. E, visto che è il filato ad avere la base grafenica antivirale, sarebbe possibile ottenere anche dei tessuti per arredo o, banalmente, delle coperture per i sedili dei veicoli», aggiunge Lazzati.
«Grazie a questo risultato abbiamo già iniziato a collaborare con diverse aziende per le prime produzioni di tessuti antivirali e siamo sempre più convinti che il grafene possa realmente rappresentare il futuro per l’intero settore tessile.»
Da anni, moda e tecnologia lavorano insieme con lo scopo di creare capi in grado di offrire performance sempre più elevate sotto diversi punti di vista: tale collaborazione si rivela particolarmente interessante se ci aiuta a tutelare la nostra salute, a maggior ragione davanti a emergenze sanitarie complesse.
Emanuela Pirré
Se il progetto di Technow vi incuriosisce, qui potete vedere un video che racconta le potenzialità del grafene










