Vanity Fair presenta MetaVanity:
svelato alla Biennale Arte di Venezia, ospita per il debutto
19 tra i più acclamati artisti della crypto arte internazionale
È appena stata inaugurata la 59ª edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia che resterà aperta sino al 27 novembre sotto la direzione artistica di Cecilia Alemani.
Curatrice di numerose mostre su artisti contemporanei nonché già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017, Cecilia Alemani ha scelto un titolo molto evocativo per questa edizione della celebre manifestazione veneziana: Il latte dei sogni.
Ed è nella cornice della Biennale e nel latte dei sogni che si inquadra alla perfezione MetaVanity, il nuovo progetto di Vanity Fair e del gruppo Condé Nast.
Un luogo dove conoscere e sperimentare, uno spazio che amplifica la capacità di raccontare storie e rinnovare informazione e intrattenimento, un avamposto culturale: tutto questo è MetaVanity, il terzo capitolo dell’avventura di Vanity Fair nel Metaverso.
Il primo capitolo è arrivato lo scorso anno, con la copertina in NFT dedicata a Elodie, mentre il secondo è avvenuto lo scorso febbraio, con il debutto di Vanity Player One, l’avatar del giornale protagonista di un servizio moda: tocca ora a un progetto ancora più ambizioso.
Occorre prima di tutto dire che MetaVanity è stato costruito traendo ispirazione dall’edificio del Pantheon di Roma e dunque si presenta come un imponente spazio centrale sormontato da una cupola aperta, esattamente come nel monumento originale, e prevede poi 12 ambienti espositivi dove vivere inedite esperienze di conoscenza e intrattenimento.
All’interno si svela una grande mostra che ha come protagonisti 19 nomi tra i più importanti e conosciuti della scena artistica digitale e crypto internazionale, da Skygolpe a Jesse Draxler, da Luna Ikuta e Quasimondo: i visitatori possono muoversi tra le loro opere e le loro installazioni liberamente e fruirne secondo modalità impensabili in un ambiente culturale tradizionale.
«In questo spazio, dove la creatività non ha confini, si celebreranno tutte le eccellenze, le unicità e le storie che da sempre Vanity Fair racconta nelle sue pagine, sui suoi siti, nei suoi canali social – racconta Simone Marchetti, direttore di VF – e questa mostra è solo l’inizio, il preludio di un’opera che vuole essere la frontiera di una nuova evoluzione dell’esperienza, della conoscenza, dell’informazione e dell’intrattenimento».
MetaVanity e l’esposizione che lo tiene a battesimo sono stati realizzati in collaborazione con Valuart, partner di Vanity Fair sin dall’inizio dell’avventura digitale: per visitarlo, basta scaricare la app Hadem, disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme.
Hadem è stata programmata interamente in Unreal 4 (motore grafico di Epic Games, azienda che ha sviluppato il videogioco Fortnite) così da massimizzare l’impatto estetico delle installazioni artistiche presenti nei vari padiglioni del museo e nel contempo rendere l’esperienza per il visitatore totalmente immersiva.
Hadem sarà presto disponibile anche in versione Oculus, il visore rivoluzionario che permette un coinvolgimento ancora emozionante.
«Con MetaVanity, Vanity Fair ha saputo abbracciare in pieno i valori costitutivi della rivoluzione culturale figlia di questo momento – commenta Etan Genini, amministratore delegato e co-fondatore di Valuart – e ci ha permesso di ospitare alcune delle più straordinarie menti creative di oggi, lasciandole libere di operare nel pieno rispetto della loro storia e diventare la vita di un contenitore che tutto vuole fuorché “contenere”, bensì liberare nell’etere esperienze e dare modo al visitatore di immergersi, vivere e scoprire ciò di cui moltissimi parlano, solo alcuni davvero studiano e purtroppo pochissimi stanno cercando di sostenere».
La trasformazione digitale abbraccia sempre più il nostro tempo e il nostro modo di vivere e ben si sposa con ambiti come quello culturale.
Ed è importante che player del calibro di Condé Nast e Vanity Fair sostengano questa rivoluzione.
Emanuela Pirré
Per scaricare la app Hadem e visitare MetaVanity:
Qui trovate la versione GooglePlay, qui la versione AppStore e qui la versione desktop.
Dopo il download, una volta scelto uno username ed eseguito il login, si sente la voce di VAL, l’intelligenza artificiale che dà il benvenuto oltre a ulteriori spiegazioni sulla navigazione.
La HADEM LOBBY è il luogo da cui la meta-experience ha origine: a destra c’è LIMBO, punto di riferimento per cambiare le impostazioni o visualizzare le mostre salvate, e nel primo tab CHARACTER si può cominciare a personalizzare il proprio avatar. Una volta pronto, si può accedere al MULTIVERSO, con notizie da tutto il mondo, cliccando il totem a sinistra, oppure preferire LOCATION GUIDE, a destra, e scegliere la prossima destinazione.
Chi sono gli artisti in mostra: Max Papeschi, Emanuele Dascanio, Quasimondo, Matt Kane, Skygolpe, Coldie, Jesse Draxler, Federico Clapis, Edo Bertoglio, Mimmo Dabbrescia, neurocolor, Billelis, Fabio Giampietro, Vhils, Kyle Kemink, Luna Ikuta, Dangiuz, Gammatrace, Stefano Contiero.
Photo courtesy VanityFair & Condé Nast










