La tecnologia è un’amica preziosa: è un’affermazione che, mai come in questo periodo, si è rivelata tanto vera.
Il web è il mezzo che ci sta permettendo di non essere isolati: consente agli adulti di lavorare senza andare in ufficio attraverso il cosiddetto smart working, ai giovani di studiare senza recarsi a scuola, agli sportivi e agli appassionati di fitness di rimanere in forma, agli amanti della musica di ascoltare concerti attraverso live e dirette, agli eterni curiosi di accrescere le proprie conoscenze grazie a webinar e corsi. E permette anche agli amanti dell’arte di visitare una mostra.
È ciò che accade con Raphaello VR: in occasione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio (1520 – 2020), Skylab Studios ha realizzato un museo virtuale, visitabile comodamente da casa, con contenuti di approfondimento fruibili anche dai bambini e dai non udenti.
Raphaello VR è un omaggio al maestro che nacque nel 1483 a Urbino e morì a Roma a soli 37 anni: quegli anni sono stati sufficienti affinché Raffaello venga oggi celebrato come uno dei protagonisti del Rinascimento e perché venga considerato uno dei più grandi artisti d’ogni tempo. La sua opera ha segnato un tracciato imprescindibile per tutti i pittori venuti dopo di lui, assumendo vitale importanza per lo sviluppo del linguaggio artistico dei secoli successivi.
Realizzato con la collaborazione di circa 50 persone (tra le quali modellatori 3D, animatori, doppiatori, project manager, art director, grafici, web designer, esperti di marketing, innovatori social, esperti di arte), il progetto Raphaello VR ha permesso di dare vita a Raffaello in virtual reality, ovvero in realtà virtuale: Marco Piastra, direttore marketing di Skylab Studios, studio di comunicazione visiva, racconta con entusiasmo questa avventura.
«Abbiamo realizzato un ambiente 3D, visitabile attraverso ogni tipo di smartphone, tablet, computer, Oculus o caschetto VR, costruito appositamente per ospitare uno dei più grandi artisti del Rinascimento. Un museo aperto a tutti, gratuito e, soprattutto, vivo, che custodisce 22 delle principali opere di Raffaello che, grazie a un sofisticato sistema di Realtà Aumentata, diventano vive e parlanti raccontando le loro storie e quelle del Maestro.»
Ogni quadro gode di informazioni, audioguide e approfondimenti curati e illustrati da un collaboratore speciale: si tratta del professor Vittorio Maria De Bonis, noto critico d’arte che porta i visitatori alla scoperta di un Raffaello inedito, portando anche i meno esperti a scoprire particolari e segreti.
All’interno del museo, ogni quadro è illustrato dalla voce di Raffaello che, interpretato da Ivo Randaccio, ne spiega i dettagli partendo dalla storia scritta da Miriam Paradisi. E non è da solo: sono più di 30 le voci che hanno risposto alla call via social e che hanno dato vita alle opere interpretando i vari personaggi.
Non manca l’attenzione verso i più piccoli: grazie a una particolare tecnica chiamata morphing, alcuni personaggi dei quadri di Raffaello si trasformano in cartoni animati, disegnati da Alessandro Ranghiasci e animati da Silvia Amantini.
Il museo prevede, inoltre, delle videoguide LIS, che consentono ai non udenti di fruire degli approfondimenti delle opere.
Le musiche di sottofondo, composte dal maestro jazzista Marco Guidolotti, accompagnano i visitatori per tutto il percorso, rendendo l’immersione ancora più profonda. Guidolotti ha composto ogni nota indossando un casco per la visione virtuale del museo per immergersi al meglio nell’innovativa atmosfera.
Raphaello VR è un progetto che si pone l’obiettivo di portare l’arte e la cultura nelle case degli italiani e non solo: se volete partecipare a un’esperienza innovativa, interattiva e immersiva, potete cliccare qui.
Emanuela Pirré










