Smart working: in questo periodo di necessaria permanenza casalinga, tante persone si sono ritrovate a potere (o dovere) ricorrere per la prima volta al cosiddetto lavoro agile allo scopo di osservare le direttive volte a contenere e sconfiggere il COVID-19.
Ma questa novità è positiva o negativa?
Se da un lato lavorare in modalità smart working offre nuove e diverse opportunità, dall’altro difficoltà e problematiche potrebbero essere dietro l’angolo.
Esistono varie questioni da non sottovalutare, per esempio la dilatazione del tempo e la difficoltà a imporsi un orario di chiusura, la sovrapposizione tra sfera professionale e sfera personale, l’eccessiva sedentarietà, il senso di solitudine scaturito dal fatto di non frequentare i colleghi e magari qualche cattiva abitudine – non ultime quelle alimentari.
Alcuni studi condotti proprio in questo periodo testimoniano come, in media, la giornata lavorativa da casa si sia allungata perché, appunto, la difficoltà a staccare è tanta; a tale difficoltà si aggiungono talvolta richieste senza limiti di orario da parte di capi e colleghi, oltre a una certa ansia da prestazione che spinge gli stessi lavoratori a volersi mostrare iper-produttivi per non perdere il proprio ruolo o, addirittura, il proprio lavoro.
Il rischio è che il nostro sistema psicofisico ci presenti prima o poi il conto sotto forma di aumento del livello di stress, tensione e magari rabbia, con conseguenza di problemi quali emicranie e insonnia.
Occorre allora tenere presente una regola d’oro: non conta la quantità delle ore di lavoro bensì la qualità dell’attenzione.
E risulta utile auto-disciplinarsi attraverso una serie di buone pratiche che possiamo riassumere in 7 punti.
1. Stabilire una routine mattutina e/o serale
Prima di tutto è importante puntare la sveglia: dobbiamo avere il tempo necessario per svolgere la nostra routine mattutina come se stessimo per uscire, possibilmente concedendoci una colazione equilibrata. Possiamo iniziare sistemando o pulendo la postazione di lavoro, rituale che può anche essere rimandato alla sera come chiusura.
2. Creare un luogo di lavoro confortevole e dedicato
Se gli spazi casalinghi ce lo consentono, optiamo per un angolo tranquillo e completamente dedicato, anche in versione mini ma che possa favorire concentrazione e serenità: è molto importante godere di una corretta illuminazione, soprattutto in considerazione dell’uso dei dispositivi elettronici. Avere uno spazio definito contribuisce a ricreare la normale routine lavorativa e aiuta ad abbandonare il lavoro anche mentalmente al momento della chiusura.
3. Lavorare con delle pause per favorire lucidità ed energia mentale
Fare una lista degli obiettivi da portare a termine entro la giornata può aiutarci a focalizzarci e ad aumentare la produttività, ma è altrettanto importante concederci delle pause che, d’altro canto, fanno parte di qualsiasi routine lavorativa: possiamo pensare, per esempio, a tenere pronti degli snack salutari che ci possano dare energia tenendoci lontani dalle tentazioni e stimolando il cervello a restare attento, vigile e reattivo.
4. Idratare è essenziale
Teniamo a portata di mano una bottiglia d’acqua in quanto una corretta idratazione regola la circolazione sanguigna e la temperatura corporea, aiuta a eliminare le tossine e a trasportare le sostanze nutritive, aiuta la digestione; contribuisce inoltre a proteggere organi e tessuti.
5. Evitare i pasti troppo veloci
Non dobbiamo perdere il ritmo dei pasti: stando in casa, tendiamo a mangiare a orari irregolari, con il risultato di trovarci in calo di zuccheri oppure di eccedere nelle quantità. Rischiamo inoltre di ricorrere solo a cibi conservati, privandoci di alimenti freschi quali frutta e verdura, ricchi della fibra tanto preziosa per la nostra salute.
6. Evitare la sedentarietà
È bene provare a rendere attivi i momenti di pausa: possiamo sgranchire le gambe oppure possiamo approfittare per fare qualche piccolo lavoro domestico. Distrarre la mente e lavorare in un ambiente pulito e ordinato aiuta la serenità e, pertanto, favorisce la concentrazione.
7. Mettere dei limiti e capire quando finire
Torniamo su questo punto: lo smart working non deve diventare una scusa per lavorare a oltranza né per accettare qualsiasi richiesta ma, al contrario, è necessario imparare a scandire il proprio tempo.
Essere disponibili con colleghi e superiori è importante, ma lo è altrettanto saper porre dei limiti.
Una volta portati a termine gli obiettivi giornalieri prefissati, è bene spegnere il computer e godersi la serata cenando con la famiglia, guardando un film, leggendo, ascoltando musica, facendo un allenamento leggero in casa, visitando una mostra virtuale.
Le questioni in sospeso e fuori tempo massimo resteranno comunque ad aspettarci la mattina dopo sulla nostra scrivania casalinga: nulla di diverso, insomma, rispetto a quanto è sempre avvenuto.
Emanuela Pirré
Foto di Junjira Konsang da Pixabay











Articolo preciso, dettagliato e molto utile! Grazie per essere così attenti alla realtà che stiamo affrontando tutti quanti! Ottimo lavoro.
Ciao Daniela e benvenuta in questo nuovo spazio nel quale siamo felici di accoglierti.
Grazie per il tuo entusiasmo: abbiamo tantissime idee e speriamo dunque di poter offrire utili spunti di confronto.
Alla prossima, allora.
Emanuela P.